Microworld , 2018 - Liu Wei. China

“Interesting Times” dalla Biennale 2019 a Venezia

È la quinta volta che visito la  Biennale di Venezia, consecutivamente.  Questo anno il mio giro è stato breve, pochi giorni, ma è stato possibile capire “May You Live In Interesting Times”. Il titolo evoca l’idea dei tempi difficili e forse minacciosi, ma le opere sono un invito a vedere e analizzare l’essere umano nella sua complessità. Non mi interessa ripetere quello che è già stato divulgato sulla più antica biennale d’arte, ma, piuttosto mettere in evidenzia le opere che mi hanno toccato per il loro concetto.

A ogni tempo, la Biennale di Venezia è un evento apoteotico che rivela i tempi in cui viviamo, e le opere della Biennale sono già grandiosi  dallo spazio che la installa: la città di Venezia è un’opera d’arte unica al mondo. Se il soldi mai mancare anche la salute buona sarò sempre visitando la Serenissima e soprattutto la biennale.

 

Sempre e sempre sarò a volteggiare come una ballerina in una serata, nell’enorme Piazza San Marco, come una princepessa nel più elegante salone del mondo. Dopo siederò in uno di quei caffè da prendere un ‘prosecco’ e tra ogni sorso sentirò tutta la storia mescolando in un unico momento  il presente, il passato e il futuro attraverso le emozioni ancora al suono delle classiche della musica.

Giardini

Il mio primo percorso è sempre sui Giardini, dove  sono i padiglioni. Questa volta sono andata molto velocemente. Quando ho iniziato a camminare per i padiglioni, ho pensato a me stesso che erano presenti la cultura e gli aspetti politici del paese che lo aveva costruito il padiglione.

Ad esempio, ogni biennio la mia aspettativa è molto alta per il Brasile, conoscendo gli incredibili talenti che esistono in tutto il paese. Tuttavia, ciò che ho visto non ha ancora rappresentato il significato del mio paese nella diversità e nell’arte.

Quest’anno, senza sminuire il concetto di Swinguerra, soprattutto in questo momento politico incui la capisco come un grido della minoranza e dei giovani della periferia del Brasile, non penso che sia un’installazione di videoarte, ma un documentario. Un documentario è un’installazione artistica?

Il padiglione della Russia sempre è sorprendente in rispetto alla storia del paese. Quest’anno il padiglione ha portato un tema biblico. Lk. 15: 11-32. La parte del Vangelo che tratta della parabola del “figlio prodigo” di Luca che insegna il perdono, la pietà e la compassione.

Gli Stati Uniti si occupano delle opere che emanano “libertà”. Il padiglione finlandese è quasi perso tra l’edera e il fogliame che lo circonda e i temi delle sue opere sono sempre legati alla natura. Ad ogni modo, è meglio descrivere separatamente e analizzare alcuni dei padiglioni più interessanti.

Arsenale

Se la visita ad alcuni padiglioni ha lasciato a me un po annoiata, chiedendomi quanta vanità politica ed aspetti economici fossero coinvolti nella scelta degli artisti e dei curatori che rappresentavano ogni paese, l’impatto di quello che ho visto in Arsenale mi ha lasciato in uno “stato di grazia “. Opere incredibili, magnifiche e sorprendenti.

A questi voglio prendere tempo ed evidenziarne alcuni che vale davvero la pena pensare. “La nostra missione è semplice e non facile: offrire agli artisti uno spazio di dialogo gratuito per i sei mesi della mostra e offrire ai visitatori un intenso incontro con l’arte”, ha dichiarato il presidente della Biennale di Venezia. Paolo Baratta.

E noi del PanHoramarte `parteciperemo a questo dialogo!

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